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Migrazioni di novembre - Il volo delle Gru

Uno degli spettacoli naturali più emozionanti del mese di novembre è certamente la migrazione delle Gru.
Proprio in questo periodo dell’anno, questi grandi ed eleganti veleggiatori, meglio noti alla Scienza come Gru cenerine o eurasiatiche (Grus grus), sorvolano i nostri cieli per raggiungere climi più miti dove trascorrere l’inverno.
Tuttavia questo fenomeno ha una storia piuttosto recente: le Gru risultano estinte come nidificanti nel nostro paese già intorno al 1920 e la comparsa nei cieli di individui in migrazione, ha sempre suscitato grande meraviglia nei pochi fortunati osservatori. Ancora all’inizio del nuovo millennio infatti, l’avvistamento delle Gru in Italia era un evento rarissimo se si eccettuava la Sicilia, dove si contava qualche centinaio di gru in migrazione ogni anno già a partire dal 1980.
Dagli anni ‘90 in avanti però, il numero e la dimensione degli stormi in transito sul nostro paese è andato progressivamente aumentando, riflettendo con buona probabilità, il trend positivo della popolazione della Gru cenerina nel nostro continente (figura 1). 

Figura 1

A partire dal 1600 fino agli anni ’60 del XX secolo,  la popolazione delle Gru aveva infatti subito una progressiva e drastica riduzione provocata soprattutto dalla distruzione e alterazione degli habitat elettivi per la riproduzione e lo svernamento.
Grazie alle azioni di protezione ambientale intraprese da svariate nazioni, a partire dagli anni ’70 (es. istituzione di Aree Protette, tutela degli habitat) si è registrato un progressivo incremento della popolazione, fino ad arrivare ad un eccellente risultato: oggi il numero di individui è 6 volte superiore a quello registrato intorno al 1960.   


Ma da dove arrivano e dove vanno le Gru che sorvolano in questi giorni i cieli del Piemonte?
La Gru cenerina è un visitatore estivo del Nord Europa e di parte dell’Europa Centrale ma la sua popolazione mondiale ha un areale molto più esteso, coprendo tutto il continente euroasiatico (vedi figura 2). Nelle regioni Scandinave, Baltiche e della Russia settentrionale si trovano, come già ricordato, i principali siti riproduttivi europei. In autunno ha inizio la migrazione verso i siti di svenamento meridionali situati in Africa (orientale e occidentale), in Spagna e nella Francia meridionale.

See page for author [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Figura 2

Grazie a numerosi studi condotti negli ultimi decenni, la conoscenza delle rotte migratorie di questa specie si è accresciuta notevolmente e oggi disponiamo di un quadro piuttosto chiaro di ciò che accade nei cieli europei. 
Sappiamo ad esempio che le principali rotte migratorie autunnali sono storicamente 3: l’Europea-occidentale (WE), la Baltica-Ungherese (BH) e la Europea-orientale (EE) (figura 3).
La rotta Europea-occidentale (WE) interessa circa 240.000 Gru che nidificano in Scandinavia, Polonia e nelle regioni baltiche. Questi uccelli non raggiungono il territorio italiano poiché sorvolano l’Europa centrale, dirigendosi verso la Spagna e il Marocco. Più interessante è invece la migrazione Baltico-Ungherese (BH), dalla quale sembrano provenire la totalità degli stormi che transitano sul Nord Italia. Il numero di uccelli è anche in questo caso importante: circa 120.000 Gru si spostano verso sud raggiungendo la Tunisia, i Balcani e la Turchia (e l’Etiopia poi) attraverso svariate direzioni, una delle quali devia all’interno della Pianura Padana (in rosso in figura), seguendo i rilievi meridionali delle Alpi e il corso del fiume Po.


Un aspetto interessante della rotta Baltico-Ungherese è la presenza a metà tragitto, di un’importante area di sosta in Ungheria, all’interno del Parco Nazionale di Hortobágy. Il Paesaggio di quest'area protetta è dominato da vaste praterie dedicate al pascolo, habitat ideale per numerosissime specie di uccelli. Qui le Gru provenienti da nord sostano per alcune settimane (in media da metà settembre fino a metà novembre), trovando ampi pascoli e coltivi su cui rifocillarsi prima dell’arrivo del gelo, il vero motore della seconda parte della loro migrazione verso sud. 
Possiamo oggi ritenere, con buona approssimazione, che le Gru avvistate nei cieli del Nord Italia in autunno provengano da Hortobágy e che facciano parte di un ampio contingente migratorio che si divide successivamente in diversi gruppi, i quali scelgono l
uoghi completamente differenti come meta finale: dall’Europa meridionale e il Marocco, all’Africa occidentale (es. Tunisia) o fino all’Africa Orientale (soprattutto l’Etiopia), passando per l’Anatolia.

La terza rotta (Europea-orientale - EE) è infine quella meno studiata: interessa le Gru che nidificano in Finlandia, in Russia e nelle regioni baltiche, le quali sorvolano i cieli dell’Ucraina e il Mar Nero per raggiungere anch’esse l’Etiopia.

Figura 3

Tornando però ad analizzare nel dettaglio le rotte italiane, è importante segnalare come il tragitto padano (1 in figura 4) sia quello comparso più recentemente nella storia migratoria di questi uccelli e anche quello che sembra mostrare uno dei maggiori incrementi del numero di individui osservati negli ultimi anni. 

Figura 4

È ipotizzabile che una concausa di fattori, come l’aumento della popolazione delle Gru in Europa e le variazioni climatiche nel nostro continente, abbiano indotto questi uccelli a ricercare nuove e proficue rotte per raggiungere i siti storici di svernamento e che, in questo senso, la Pianura Padana rappresenti un’interessante alternativa alle rotte tradizionali. 
Non è escluso, infine che questa rotta rappresenti un antico tragitto migratorio quasi del tutto abbandonato durante la crisi della popolazione delle Gru e che ora sia tornato ad essere riutilizzato da un numero sempre crescente di individui.
Le rotte del Centro e Sud Italia, come già ricordato, sono invece percorsi noti e utilizzati da tempo. Mostrano anch’essi un incremento del numero di individui osservati, in linea con il trend di crescita della popolazione di gru cenerina in Europa.


Per concludere, possiamo affermare che la storia delle Gru eurasiatiche in Europa sia emblematica: da un lato dimostra che la conservazione e la tutela degli habitat naturali operata dai Parchi e dalle Istituzioni pubbliche non è un mero esercizio estetico ma che al contrario, può ottenere importanti risultati. In secondo luogo, ma non meno importante, le Gru sembrano volerci insegnare che nulla è per sempre e che sapere leggere i segni dei mutamenti in atto nei fenomeni naturali, può risultare di grande aiuto per affrontare i drastici mutamenti che sembrano attenderci nel prossimo futuro.
Il costante monitoraggio dei luoghi e dei tempi delle migrazioni è importante, non solo per ampliare le nostre conoscenze sulla biologia delle specie, ma anche per aiutarci ad aggiungere un ulteriore tassello nel complesso quadro del mutamento climatico che investe il nostro continente.
Occhi rivolti al cielo quindi nel mese di novembre e non esitate a segnalarci i vostri avvistamenti, indicando numero di individui osservati e direzione di volo. Potete anche a inviarci le vostre foto, che provvederemo a inserire nella nostra galleria fotografica di facebook.

(Roberto Ostellino - foto dell'autore)

Bibliografia
Autumn Migration of Common Cranes (Grus grus) through the Italian Peninsula: New Vs. Historical Flyways and Their Meteorological Correlates
Author(s): Toni Mingozzi , Pierpaolo Storino, Gianpalmo Venuto, Gianfranco Alessandria, Emiliano Arcamone, Salvatore Urso, Luciano Ruggieri, Luciano Massetti & Alessandro Massolo.
Source: Acta Ornithologica, 48(2):165-177. 2013.
Published By: Museum and Institute of Zoology, Polish Academy of Sciences
DOI: http://dx.doi.org/10.3161/000164513X678810

The status of the Common Crane (Grus grus) in europe - breeding, resting, migration, wintering, and protection
Hartwig Prange
Martin-Luther-University Halle- Wittenberg, prange@landw.uni-halle.de
http://digitalcommons.unl.edu/nacwgproc/38

The migration routes of Eurasian Cranes breeding in Estonia
Aivar Leito, Ivar Ojaste & Urmas Sellis
e‐post: aivar.leito@emu.ee


Riferimenti iconografici
Sviluppo della popolazione di gru cenerina in Germania
Da: The status of the Common Crane (Grus grus) in europe - breeding, Resting, migration, wintering, and protection - Hartwig Prange

Carta distributiva della Gru Europea – Di Paul Müller-Kaempff – 
https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3AVerbreitungskarte_des_Kranichs.png
See page for author [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Rotte migratorie europee della Gru cenerina
Da: Autumn Migration of Common Cranes (Grus grus) through the Italian Peninsula: New Vs. Historical Flyways and Their Meteorological Correlates
Author(s): Toni Mingozzi et al.

Rotte migratorie della Gru cenerina in Italia
Da: Autumn Migration of Common Cranes (Grus grus) through the Italian Peninsula: New Vs. Historical Flyways and Their Meteorological Correlates
Author(s): Toni Mingozzi et al.

 

L’importanza degli insetti e il loro drammatico declino

 
Uno studio condotto in Germania sulle popolazioni di insetti volanti, per un arco temporale di 27 anni in 63 diverse località all’interno di Aree Protette, mostra un declino complessivo pari al 76% del numero di animali presenti in natura. Si tratta di un dato allarmante che apre scenari molto incerti nel prossimo futuro, non solo per gli equilibri degli ecosistemi naturali ma anche per i comparti agricoli, dove gli insetti impollinatori svolgono un ruolo cruciale e talvolta insostituibile nei processi produttivi.  
Secondo i curatori di questo studio, i risultati ottenuti sono estendibili a tutti i paesi membri della Comunità Europea.
Il problema del declino globale dell’entomofauna ha conosciuto negli ultimi anni un crescente interesse, sia a livello scientifico che da parte del pubblico, anche a causa delle gravose ricadute economiche e alimentari che ne potrebbero derivare. 
 
Figura 1 - un'ape solitaria del genere Osmia
 
A livello europeo, si stima che circa l’80% delle piante selvatiche dipendano dagli insetti per la loro impollinazione e almeno il 60% degli uccelli li utilizzino come fonte alimentare primaria proprio gli insetti. Anche le ricadute per l’economia sono importanti: si stima che nei soli Stati Uniti d’America gli insetti garantiscano servizi ecosistemici* per una cifra annua pari a 57 miliardi di dollari!
Anche la Comunità Europea monitora da tempo lo stato di salute degli insetti impollinatori ed ha avviato nel tempo una serie di azioni volte a conoscere le cause del declino, a trovare soluzioni per rallentarlo e/o arrestarlo e nel contempo promuovere la consapevolezza del problema nei cittadini, affinché diventino parte attiva nei processi di protezione degli insetti.
Il commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, Phil Hogan, ha recentemente dichiarato: "Il futuro dei nostri agricoltori e il benessere delle nostre comunità rurali dipendono da ecosistemi sani e ricchi di biodiversità, inestimabili per mantenere il flusso di beni e servizi forniti dalla natura e che sono alla base della nostra esistenza.”**
L'impollinazione è uno dei processi chiave in natura che consente la riproduzione delle piante. Gli impollinatori sono principalmente insetti, in particolare api e sirfidi, ma anche farfalle, falene, alcuni coleotteri e altri insetti volanti. Quasi 15 miliardi di euro della produzione agricola annua dell'UE sono direttamente attribuiti all’instancabile lavoro gratuito che gli impollinatori svolgono. Appare quindi evidente e necessaria un'azione per salvaguardare la biodiversità, l'agricoltura e la sicurezza alimentare.
 
Figura 2 - Parnassius mnemosyne. anche le farfalle svolgono un ruolo importante come impollinatori
 
Ad oggi, quali siano le cause del declino delle popolazioni di insetti, non è ancora del tutto chiaro. Appare però abbastanza acclarato che il trend negativo non sia legato ad un unico fattore o circoscritto a un ristretto contesto ambientale. Il declino investe molti habitat fra loro differenti e chiamare in causa i soli mutamenti climatici, non sembra fornire una spiegazione soddisfacente per uno scenario così drastico.
Molto più probabile che, tra le cause che rivestono un ruolo primario, vi sia una responsabilità diretta dell’agricoltura intensiva e del conseguente utilizzo massiccio di fertilizzanti e di pesticidi. La banalizzazione nel tempo gli ecosistemi agrari ha poi spesso eliminato importanti elementi paesaggistici come le siepi e i filari alberati e ridotto sempre di più, i piccoli incolti marginali, habitat invece fondamentali per la sopravvivenza di moltissime forme di vita tra cui primariamente gli insetti.
I più cinici a questo punto sottolineeranno che, in molti casi, la perdita di impollinatori selvatici può essere sostituita da impollinazioni manuali o spolveramento su larga scala di polline nei campi coltivati in elicottero o ancora, introducendo gli impollinatori gestiti, come è stato fatto per secoli usando le api d’allevamento. Ciò significa però dover rinunciare ad un servizio gratuito offerto dalla natura, sostituendolo con una nuova voce di spesa, spesso anche molto importante e di difficile quantificazione nel tempo. 
 
Anche le api d’allevamento soffrono infatti delle stesse difficoltà degli insetti selvatici e i recenti cali del numero di api gestite potrebbero portare a prezzi molto elevati per il noleggio o acquisto di alveari per l’impollinazione delle colture. 
Tale scenario si è già verificato in alcune aree del mondo: i coltivatori californiani di mandorle ad esempio, nel 2006 pagavano già più di 100 dollari per alveare, rispetto ai 40 di 7 o 8 anni prima a causa della carenza di api disponibili sul mercato. Alcuni di essi hanno persino ha iniziato a importare colonie di api dall'Australia, a costi ancora più elevati, per salvare il loro raccolto che vale 250 milioni di dollari annui.
In attesa di futuri e fondamentali approfondimenti, i ricercatori invitano «a evitare di fare quelle cose che sappiamo per certo avere un impatto negativo sull’ambiente».
 
E noi semplici cittadini, possiamo fare qualcosa per aiutare gli insetti e offrire un contributo positivo alla loro sopravvivenza?
Certamente si! Possiamo seguire l’esempio di alcuni progetti virtuosi realizzati in Europa attraverso il programma LIFE come ad esempio:
 
URBAN BEES - Hotel per insetti in città
URBAN BEES è un progetto LIFE dedicato allo studio delle api selvatiche nella città di Lione in Francia attraverso la creazione di “hotel per insetti”.
Queste strutture sono di facile realizzazione (basta utilizzare canne di bambu, mattoni cavi o altro materiale simile) e svolgono una duplice funzione: offrono un sito riproduttivo per molte specie e al contempo permettono ai cittadini di osservarle, conoscerle e scoprirne l’importanza e il valore che rivestono per la nostra vita.
Il team di URBANBEES ha installato 16 di questi hotel in Lione con la doppia finalità di far conoscere le api selvatiche ai cittadini e di monitorare costantemente la presenza degli insetti, catalogando le specie presenti in città.
 
Figura 3 -un hotel per insetti a Grimbergen, Belgio.
 
Il progetto ha ottenuto su entrambi i fronti un grande successo, e il dott. Vaissière, curatore del progetto,  alla presentazione dei risultati di Urbanbees ( in occasione dell’evento “Invertebrates platform meeting” - 18-20 Settembre 2018, Stirling, Scozia) ha raccontato: "Durante il progetto, sempre più persone sono venute ai nostri open day, mostrandosi molto interessate e positive sul tema. I bambini potevano anche arrampicarsi sugli hotel delle api e, fortunatamente, in cinque anni nessuno è stato punto dalle api. Nel nostro ultimo evento, le persone di un edificio vicino hanno appeso un grande striscione che diceva "Manteniamo vive le nostre api". Non sapevamo che stessero pensando a una cosa del genere, siamo quindi rimasti sorpresi e molto felici ."
Un altro risultato sorprendente è stato scoprire che in Lione sono presenti ben 250 specie di api selvatiche numero che nessuno dei ricercatori pensava di raggiungere all’inizio della ricerca.
 
Figura 4 - hotel per insetti nel giardino botanico a Heidelberg (Baden-Württemberg, Germania)
 
URBANBEES ha anche realizzato una guida divulgativa per rendere gli spazi verdi pubblici, i giardini privati e i terreni agricoli più accoglienti per le api e fornisce anche utili consigli su quali specie di piante utilizzare. 
Tali linee guida sono state utilizzate anche dalle ciittà di  Metz e Besançon e anche da piccole cittadine come Saint-Maurice-sur-Dargoire. In Belgio, la Regione di Bruxelles e il Parco naturale della Valle del Burdinale e di Mehaigne, stanno entrambi adattando la guida al proprio contesto. 
 
Glorious green roofs
In Scozia, l'ONG Buglife ha collaborato con industrie locali e i proprietari terrieri per creare una rete di tetti verdi all'interno dell'area industriale di Grangemouth. I tetti verdi possono ospitare a una vasta gamma di animali selvatici, in particolare insetti impollinatori, e possono essere realizzati anche da persone comuni e utilizzati per iniziative finalizzate alla conoscenza del mondo degli insetti per grandi e piccini. Uno dei giardini pensili è stato installato in una nuova scuola secondaria (Carrongrange High School), dove gli studenti hanno imparato a piantare e mantenere un mix eterogeneo di specie autoctone. Hanno potuto così osservare farfalle, coccinelle, bombi e molti altri insetti che popolano il loro tetto verde.
 
Figura 5 - esempio di tetto verde
 
LIFE EREMITA
Un progetto a cura della Regione Emilia-Romagna che si propone di assicurare le migliori condizioni per la conservazione delle popolazioni residuali di due specie di insetti saproxilici*** di prioritario interesse conservazionistico (Osmoderma eremita e Rosalia alpina) e di due specie di acque lentiche e lotiche**** (Graphoderus bilineatus e Coenagrion mercuriale castellanii), agendo sui fattori di minaccia di origine antropica.
 
Figura 6 - Osmoderma eremita
 
Come nei casi precedentemente descritti, a fianco di obiettivi meramente scientifici, volti a incrementare le conoscenze sulla distribuzione e abbondanza delle popolazioni di queste specie, sono previste anche importanti azioni volte a:
- aumentare la disponibilità di habitat e a migliorare la loro connettività, 
- elaborare una strategia gestionale dei siti protetti a lungo termine.
- diffondere e sviluppare soluzioni per il coinvolgimento attivo della cittadinanza e dei diversi portatori di interesse.
Le azioni concrete di conservazione, come la creazione di “alberi habitat”, il ripristino di microhabitat forestali e di habitat di acque lentiche e lotiche, la riproduzione assistita, le reintroduzioni degli animali riprodotti, non solo favoriranno il mantenimento di popolazione vitali in grado di sostenere un flusso di individui verso le aree limitrofe ma rappresentano un’assoluta novità nel contesto nazionale, assumendo importante carattere sperimentale.
 
Figura 7 - esemplare di Rosalia alpina
 
 
Cosa state aspettando? Provate anche voi a costruire un hotel per insetti, sono sufficienti pochi materiali di facile reperibilità e un po’ di fantasia creativa. Potrete così godere di uno spettacolo insolito e affascinante, per il quale le api non vi chiederanno mai di pagare un canone mensile, anche questo è uno dei tanti servizi  gratuiti che offre il mondo naturale.
 
Note
*Servizi ecosistemici – secondo Il Millenium Ecosystem Assessment: "i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano", ovvero un contributo gratuito offerto dagli habitat naturali e dagli organismi viventi alla società umana. I servizi ecosistemici possono essere quantificati economicamente. In altri termini, ci dicono a quanto equivale in euro (o in dollari) un determinato servizio o quanto costerebbe alla comunità quel determinato servizio in assenza del contributo offerto dagli ecosistemi.
Vengono descritte quattro categorie di servizi ecosistemici:
• supporto alla vita (come ciclo dei nutrienti, formazione del suolo e produzione primaria),
• approvvigionamento (come la produzione di cibo, acqua potabile, materiali o combustibile),
• regolazione (come regolazione del clima e delle maree, depurazione dell'acqua, impollinazione e controllo delle infestazioni),
• valori culturali (fra cui quelli estetici, spirituali, educativi e ricreativi).
** da “Pollinating insects: Commission proposes actions to stop their decline” - Brussels, 1 giugno 2018
*** saproxilico – organismo che si nutre di legno morto. Tra gli insetti più noti appartenenti a questo gruppo ricordiamo: il cervo volante (Lucanus cervus), il cerambice della quercia (Cerambyx cerdo), Osmoderma eremita, Rosalia alpina e Morimus asper.
**** lentico= habitat delle acque interne non correnti come laghi, stagni e acquitrini. Lotico= habitat delle acque correnti che comprende fiumi, torrenti, ruscelli, rapide e sorgenti.
 
Riferimenti
Hallmann CA, Sorg M, Jongejans E, Siepel H, Hofland N, Schwan H, et al. (2017)
More than 75 percent decline over 27 years in total flying insect biomass in protected areas.
 
The positive contribution of invertebrates to sustainable agriculture and food security
Matthew J.W. Cock1, Jacobus C. Biesmeijer, Raymond J.C. Cannon, Philippa J. Gerard, Dave Gillespie5, Juan J. Jime´ nez6, Patrick M. Lavelle7 and Suresh K. Raina8
 
Pollinating insects: Commission proposes actions to stop their decline - Brussels, 1 June 2018
 
 
Immagini
1- Ape solitaria del genere Osmia – Roberto Ostellino
2- Parnassius mnemosyne – Roberto Ostellino
3- un hotel per insetti a Grimbergen, Belgio
By Geertivp [CC BY-SA 3.0  (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0], from Wikimedia Commons
4- hotel per insetti nel giardino botanico a Heidelberg (Baden-Württemberg, Germania)
By 4028mdk09 [CC BY-SA 3.0  (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons
5- esempio di tetto verde
By Daku Italia [CC BY-SA 3.0  (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0) or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], via Wikimedia Commons
6- Osmoderma eremita – Sonke Hardersen
7- Esemplare di Rosalia alpina – Sonke Hardersen

 

Le escursioni del Parco di dicembre

Il Parco del Monviso con l’associazione Vesulus propone tre escursioni e due soggiorni in valle Varaita e Po durante il mese di dicembre.
Le escursioni conduranno i partecipanti alla scoperta di angoli intimi e meno frequentati delle valli del Monviso, come il vallone di Gilba e la valle del Lenta, o a osservare stambecchi e camosci nel pieno  ...   

Il Rifugio Giacoletti ha un nuovo impianto di depurazione delle acque

Durante la stagione estiva 2018 il CAI di Barge ha svolto un lavoro di riqualificazione degli impianti di depurazione esistenti presso il rifugio “Vitale Giacoletti”, nel comune di Crissolo a quota 2.741 metri al colle del Losas, di fronte alla parete Nord del Monviso: una struttura che vede il passaggio estivo di migliaia di escursionisti grazie  ...   

Chiusi la strada per Pian del Re e il Colle dell'Agnello

Come previsto, anche per quest'anno con l'arrivo della prima neve, la Provincia di Cuneo ha disposto la chiusura della strada per Pian del Re.
A metà ottobre è invece stato chiuso il colle dell'Agnello che consente il passaggio dalla Val Varaita al Queyras.
Le strade resteranno chiuse per tutto il periodo invernale, fino all'arrivo della bella  ...   

I vincitori del Cortocircuito Savigliano Film Festival

Dal 22 al 28 ottobre si è tenuto il Cortocircuito Savigliano Film Festival.
Alla terza edizione del Festival hanno partecipato 587 cortometraggi provenienti da ben 60 nazioni (tra cui si segnala la presenza di 'The Silent Child', vincitore del Premio Oscar 2018).
Di seguito i vincitori delle varie sezioni, compresa quella tematica, dal titolo  ...   

Musei del Parco - orario autunnale

Con l'arrivo dell'autunno si modificano gli orari dei Musei del Parco.
Chiusi dopo la stagione estiva il Centro Visite Alevè, il Centro Visite di Pian del Re e il Museo del Piropo di Martiniana Po.

Il Museo dei Fiume Po di Revello è aperto invece tutto l'anno. Ogni domenica, dalle 14,30 alle 18,30 è possibile scoprire i diorami che illustrano  ...   

Domenica 28 ottobre ultima apertura del Museo del Piropo prima della chiusura stagionale

Domenica 28 ottobre sarà l’ultimo giorno di apertura di questa stagione per il Museo del Piropo di Martiniana Po.
L’esposizione è dedicata al rarissimo cristallo parente dei granati, noto in pochissimi siti al mondo e presente in grande quantità nei dintorni montuosi di Martiniana Po.
Il museo è aperto tutte le domeniche da marzo a ottobre in  ...   

Dal 1° novembre chiude la grotta di Rio Martino

Come ogni anno, da giovedĂŹ 1° novembre saranno chiusi i cancelli d’ingresso della Grotta di Rio Martino, cavitĂ  naturale poco al di sopra dell’abitato di Crissolo, in valle Po. L’accesso ai visitatori sarĂ  quindi vietato sino al 31 marzo. La chiusura stagionale viene effettuata per tutelare il periodo di svernamento dei pipistrelli: la presenza  ...   

Chiuso Buco di Viso

Martedì 9 ottobre gli operai forestali della Regione Piemonte, coordinati dal funzionario tecnico Stefanino Agù, d’intesa con il Parco del Monviso e il Parco del Queyras, hanno provveduto alla chiusura dell’accesso al Buco di Viso per il periodo invernale.
“Il Buco di Viso è una risorsa importante per il nostro territorio: – ricorda il Presidente  ...   

Osmodog: storia di Teseo e dell’Osmoderma eremita

Non lasciatevi ingannare dal titolo di questo articolo: non stiamo per narrarvi una storia tratta dalla mitologia greca, tuttavia in un certo senso, anche in questa narrazione incontreremo strane e misteriose creature ed eroi impegnati in una difficile missione: proteggere gli habitat e le specie a rischio di estinzione.
Teseo(1) nel nostro caso  ...   

Le proposte di educazione ambientale 2018-19

Giovedì 4 ottobre alle ore 17 il Parco del Monviso presenta, nel contesto di Villa Radicati - Belvedere a Saluzzo, le proposte di educazione ambientale in programma per l’anno scolastico 2018-19.
Come ogni anno, il Parco del Monviso si rivolge alle scuole e al territorio per presentare le tante attivitĂ  organizzate in natura, con la  ...   

Insecta: incontri ravvicinati con il microcosmo

Domenica 23 settembre alle ore 16,30, in occasione della Sagra dei Tajarin, si terrà nei locali del Comune di Casalgrasso dove è allestita la mostra “Insecta” un incontro aperto al pubblico, nel quale i guardiaparco presenteranno il Parco del Monviso con un approfondimento sugli insetti presenti sul suo territorio.
La partecipazione è  ...   

Giovani per lo sviluppo sostenibile: i risultati del primo Mab UNESCO Monviso Youth Camp

Sabato 15 settembre si è svolto, presso l’ex caserma Mario Musso di Saluzzo, l’incontro di presentazione dei risultati del primo MaB UNESCO Monviso Youth Camp, che si è tenuto in luglio in valle Varaita con la modalitĂ  dell’”outdoor education” in campeggio residenziale presso il rifugio Bagnour. Una scintilla di sviluppo locale, un’esperienza di  ...   

Il Cerambice della quercia

Se provate a cercare sul web “cerambice della quercia” (Cerambyx cerdo) i risultati che otterrete saranno principalmente due:
• “il Cerambice della quercia è una specie minacciata che necessita di una tutelata rigorosa, come indicato dalla Direttiva Habitat (specie inclusa negli allegati II e IV)”
• “il cerambice della quercia è una specie  ...   

Scaricabile la cartina del Parco del Monviso

Dal sito www.parcomonviso.eu è possibile visualizzare e scaricare in formato pdf la cartina del nuovo Parco del Monviso relativo alle Alte Valli Po e Varaita.
E' possibile visualizzare e scaricare l'immagine in formato pdf con la cartina turistica del Parco all'indirizzo: www.parcomonviso.eu/ita/cartine.asp

Il progetto InNat – alla scoperta del Cervo volante e dei coleotteri saproxilici

Quando incontro una specie minacciata o a rischio d’estinzione ma che un tempo era molto comune, mi tornano alla memoria quelle gloriose squadre di calcio, oggi relegate alle serie minori o del tutto scomparse ma che all’inizio ‘900 dominavano il campionato italiano. SocietĂ  sportive di cui quasi nessuno ormai si interessa piĂš e delle quali  ...   

Parco Naturale del Monviso. Istruzioni per l'uso

COSA È?
Il Parco Naturale del Monviso ed il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Gruppo del Monviso e Bosco dell’Alevé” si estendono fra le Valli Po e Varaita, il Parco è stato istituito con Legge Regionale 19/2015, mentre il SIC fa parte di una rete di aree tutelate dalla normativa europea, per una buona parte i loro territori  ...   

Bussola della Trasparenza Amministrazione Aperta - Art.18 L.134/2012 Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture Regione Piemonte Settore Parchi Amici di Villafranca Piemonte Europarc Mab Biosfera Al Parc Centro Cicogne


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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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